La spensieratezza degli anni Cinquanta

Bambini. Giocavano quelli di ieri, indisturbati, in via Arena, giocano pure questi, altrettanto indisturbati, in via Rosa, a Boccaleone di Bergamo. Altro che Asl, mamme apprensive, igiene pubblica. Macché auto o camion in transito, a rappresentare un pericolo per chiunque si trovasse in mezzo alla carreggiata.

A metà degli Anni Cinquanta si poteva restare a zonzo per pomeriggi interi senza che nessuno mettesse bocca. Ora che costruire case è diventato raro e anche quando accade le norme di sicurezza cingono i cantieri quasi fossero casseforti di banca ne conserviamo a malapena memoria, ma c'è stato un tempo che visitare edifici in costruzione era uno spasso, oltre che la regola. In questo caso si trattava addirittura dello scavo di una condotta fognaria, ma la fantasia dei più piccoli rendeva colorato e meraviglioso persino quel buco stretto nella terra.

Così questa foto diventa il manifesto di una generazione intera, quando ancora esistevano i Franti e i Garrone e i monelli in calzoncini corti e le bimbe con i vestitini candidi che esitavano a tornare a casa, poiché di bianco di quei panni era rimasto poco o nulla.

Giorgio
Giorgio Bardaglio Giornalista

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